La dipendenza europea dalle materie prime

Noi europei abbiamo sempre dovuto comprare gas, petrolio, minerali e metalli. Un continente ricco di cultura e storia ma povero di materie prime fossili con cui, a partire dal secolo scorso abbiamo costruito tutto e fatto funzionare tutto.

Nuove filiere

È un dato di fatto che questo decennio del nuovo secolo vede nascere la catena di approvvigionamento di materie prime sostenibili: la svolta industriale consiste nel continuare a produrre tutto ciò che è stato fatto finora, riducendo l’uso delle materie prime fossili sostituendole con materiali sostenibili, che permettano di realizzare prodotti con un tasso di CO2 negativo.

Il legno

Per la sua consistenza, il legno è il materiale che la natura ci offre per sostituire le attuali produzioni e ha un grande vantaggio: non dobbiamo scavare e perforare, poiché cresce naturalmente in superficie.

Il legno degli alberi, per i suoi lunghi tempi di produzione, non può essere la soluzione, e poi tutti dicono che gli vanno preservati quindi come potremo sostituire la plastica con il legno tutelando gli alberi? E qui entra in gioco il bamboo.

Diventare produttori

In questi mercati possiamo essere tra i paesi che producono materia prima, abbiamo il know-how ed abbiamo il clima favorevole. Possiamo quindi posizionarci in cima alla piramide di queste nuove filiere industriali.

Dopo l’esperienza maturata in 5 anni con i primi 2.000 ettari di colture di bamboo in Italia, è stato definito un protocollo di coltivazione che permette di creare impianti di produzione altamente performanti.

Questa è la base del programma industriale Prosperity Bamboo: produzione di materie prime in Europa e ricerca e sviluppo di nuovi materiali.

Quindi la domanda che si deve porre l’industria è: “Su queste nuove filiere vogliamo diventare produttori di materia prima o vogliamo invece continuare a comprarla da altri?”

Pillola rossa o pillola blu?

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