Creare nuovi materiali

Alcuni giorni fa ho avuto l’occasione di presentare il programma industriale Prosperity Bamboo ad un gruppo di imprenditori italiani riunitisi presso Automobili Pagani  in occasione di un meeting, organizzato da Faro Club, dedicato al confronto sugli scenari di mercato dei prossimi anni. 

Ho ascoltato con grande piacere il racconto della vita umana ed imprenditoriale dalla viva voce di Horacio Pagani, che ho apprezzato come un imprenditore visionario e ricco di valori umani.

Lui è un vero creatore di nuovi materiali.

Mi ha colpito molto il fatto che, da semplice operaio in Lamborghini, si fece prestare i soldi dalla banca per acquistare un autoclave necessario a costruire parti in fibra di carbonio. Lamborghini non voleva fare questo investimento e così Horacio, un semplice operaio, lo fece a proprie spese chiedendo all’azienda soltanto il posto dove collocarlo. Che storia incredibile! 

Dopo l’intervento del sig. Pagani ho potuto raccontare alla platea la visione di Prosperity Bamboo sullo scenario delle materie prime industriali.

Materie prime sostenibili

E’ ormai chiaro che materie prime sostenibili prenderanno sempre più quote di mercato a quelle tradizionali. Chi sa fare industria, con lungimiranza, comprende che, anziché subire questo cambiamento, lo si può cavalcare avviando per tempo ricerca e sviluppo e linee produttive alternative che vanno in questa direzione.

Chi produce ha il controllo

L’Italia, e l’Europa in generale, hanno sempre dovuto acquistare le materie prime dall’estero: petrolio, gas, minerali, metalli, ma su queste nuove filiere ci sono tutte le condizioni per diventare un paese produttore. 

Di fatto, un impianto di coltivazione di bamboo gigante svolge le funzioni di una miniera o di un pozzo petrolifero: produzione di centinaia di tonnellate di materia prima ogni ettaro, ogni anno, per un secolo.

E sappiamo bene che chi produce la materia prima si colloca in cima alla piramide di una filiera industriale.

La giornata si è conclusa con la visita al Museo Pagani e ai reparti produttivi dove non è presente nemmeno un robot, tutto è creato con le mani. Opere d’arte.  

Ho notato infine che il giardino della fabbrica era abbellito dal bamboo ed ho pensato: “allora forse siamo sulla stessa lunghezza d’onda”…

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