Le ragioni del “coltivarebamboo”

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Con oltre 30 milioni di ettari sparsi in tutto il mondo (FAO 2010), il bambù offre uno strumento naturale e abbondante per alleviare la povertà, proteggere l’ambiente e mitigare i cambiamenti climatici.

CO2

Il bambù è una delle piante in più rapida crescita al mondo. Questo lo rende particolarmente adatto come strumento per l’assorbimento della anidride carbonica.

Nel tempo, l’assorbimento di CO2 del bambù può superare quello di  alcune piantagioni di alberi (INBAR 2015).

Anche in Europa, come in Asia e nelle Americhe, il bambù può dare un contributo significativo alla lotta al cambiamento climatico.

PRODOTTI

Dato il suo rapido tasso di crescita, il bambù può essere raccolto regolarmente, creando un gran numero di prodotti. Le centinaia di tonnellate di materia prima che ogni ettaro giunto a regime genera ogni anno, trovano impiego nei mercati industriali del legname, per cellulosa, cippato, energia, mangimistica, tessile, bioplastiche, oltre naturalmente alla filiera alimentare.

Fonte Pablo Van der Lugt

I prodotti di bambù sono di lunga durata e riciclabili e possono sostituire in diversi impieghi una varietà di materiali ad alta intensità di emissioni, come PVC, acciaio, alluminio e cemento. 

ENERGIA PULITA

A livello mondiale il bambù può fornire una fonte sostenibile di bioenergia per miliardi di persone che si affidano alla biomassa solida per cucinare e riscaldare oppure convertita in gas per la generazione di energia termica ed elettrica.

Poiché ricresce rapidamente e matura molto più velocemente della maggior parte dei tipi di alberi, il bambù può togliere pressione alle altre risorse forestali, riducendo la deforestazione. Il carbone di legna e il gas vantano un valore calorifico simile alle forme di bioenergia comunemente utilizzate: ad esempio una comunità di 250 famiglie richiede solo 180 kg di bambù secco per generare elettricità sufficiente per 6 ore.

Fonte Pablo Van der Lugt

RIPRISTINO DEL TERRITORIO

Diversi aspetti della biologia del bambù lo rendono ottimo per stabilizzare il terreno instabile e per prevenire l’erosione del suolo, grazie ai suoi  estesi sistemi di radici, che possono misurare fino a 100 chilometri per ettaro e vivere per circa un secolo (Acharya et al., 2016). Questa biomassa sotterranea rende il bambù capace di sopravvivere e rigenerarsi quando la biomassa in superficie viene distrutta da un incendio. Il bambù è anche tollerante alle inondazioni e alla siccità (Franklin et al., 2010).

Per questi motivi, un numero crescente di paesi ha iniziato a identificare e includere esplicitamente il bambù come specie ad alta priorità per l’uso nel restauro del paesaggio e lo includono specificamente nei loro programmi di gestione del territorio sostenibile. Camerun, Cina, Etiopia, Kenya, Ghana, India, Madagascar, Filippine e Vietnam sono alcuni di questi.

Nel 2014, i membri di INBAR si sono impegnati a sostenere la sfida globale di Bonn per il ripristino della terra usando il bambù e hanno accettato di lavorare ad un piano per bonificare 5 milioni di ettari di terra degradata.

Nella figura 1 si noti che alcuni di questi paesi sono ad una latitudine pari a quella del nostro paese. 

PROMUOVERE MEZZI DI SUSSISTENZA

Di rapida crescita e facile da gestire, il bambù fornisce già una fonte di reddito cruciale per decine di milioni di persone nelle comunità rurali di tutto il mondo. Tradizionalmente la pianta è sempre stata usato per creare mobili e artigianato ma negli ultimi decenni, le nuove tecnologie hanno permesso la creazione di prodotti di bambù più pregiati e di alto valore, con un enorme potenziale sui mercati internazionali. Il bambù utilizzato nell’arredamento degli interni può essere visto attraverso i teatri, i centri commerciali e gli aeroporti di tutto il mondo (van der Lugt 2017)

Il composito di bambù può essere utilizzato per creare tubi, gusci per veicoli di trasporto, pale di turbine eoliche, pavimenti per container e persino unità abitative. Queste nuove tecnologie offrono il potenziale per le comunità rurali di prendere parte a un settore globale con un valore commerciale annuale stimato di 60 miliardi di USD.

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Fonti:

Acharya SK, Gupta M, Mishra GC and Biswas A. 2016. Bamboo: The economy-ecology-sociology. In Acharya SK, Gupta M, Biswas A and Mishra GC, eds. Bamboo in North-East India: The Ecology, Economy and Culture. New Delhi, India: Krishi Sanskriti Publications. 24–60.

[FAO] Food and Agricultural Organization. 2010. Global forest resources assessment. Rome, Italy: FAO.

Franklin DC, Prior LD, Hogarth NJ and McMahon CR. 2010. Bamboo, fire and flood: consequences of disturbance for the vegetative growth of a clumping, clonal plant. Plant Ecology 208:319–32.

[INBAR] International Bamboo and Rattan Organisation. 2018. Bamboo for land restoration. Policy synthesis report. Beijing, China: INBAR.

[INBAR] International Bamboo and Rattan Organisation. 2015. Bamboo: A strategic resource for countries to reduce the effects of climate change. Policy synthesis report. Beijing, China: INBAR. [INBAR] International Bamboo and Rattan Organisation. 2008.

Technical advisory note. Rural enterprise development for livelihood enhancement: Awareness raising, policy development; demonstrations – Mozambique. Beijing, China: INBAR.

Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD) / International Energy Agency (IEA). 2010. Energy poverty. How to make modern energy access universal? Paris, France: IEA.

Seboka Y and Duraisamy J. 2008. Charcoal supply chain study in Ethiopia. In Kwaschik R ed. Proceedings of the Conference on Charcoal and Communities in Africa, 16–18 June 2008. Maputo, Mozambique: INBAR.

van der Lugt P. 2017. Booming Bamboo. Naarden, the Netherlands: Materia. van der Lugt P, ThangLong T and King C. 2018. Carbon sequestration
and carbon emissions reduction. INBAR Working Paper. Beijing,

Articolo in italiano basato su fonte #inbar – Leggi l’articolo completo in inglese

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