Il bambù come risorsa a livello mondiale

La ricerca di coltivazioni redditizie è necessariamente legata alla sostenibilità ambientale ed alimentare del pianeta, un’  esigenza considerata sempre più prioritaria. A livello mondiale il bambù viene unanimemente identificato come una risorsa strategicamente importante per la svolta ecologica della società.

Difficile trovare una coltura con maggiori possibilità di utilizzo e che, una volta messa a terra, produca in maniera continuativa per circa un secolo.

Un aspetto non secondario: la pianta non necessita di veleni per crescere e per difendersi.

Questi i temi trattati all’ultimo convegno della World Bamboo Organization.

Vediamo a casa nostra: l’Italia al momento è leader europea in termini di ettari coltivati, grazie agli investimenti profusi dai pionieri di questa nuova filiera.  Come spesso accade con ciò che è nuovo e sconosciuto, la coltivazione del bambù in Italia è stata accolta da alcuni con ingiustificato pregiudizio, dal alcuni forse con prematura esaltazione, da altri con cosciente equilibrio.

Ogni cosa nuova ha bisogno di una sua fase di assestamento ed è esattamente quello che è avvenuto in Italia dal 2014 ad oggi.Tra coloro che ci hanno creduto per primi, in diversi casi si sono accusati dei ritardi nell’avvio della produzione. Per quanto siano stati accurati ed approfonditi gli studi e le analisi fatte anche in Cina,  soltanto l’esperienza sul campo si poteva rivelare come vera maestra, e un po’ di errori di inesperienza erano da mettere in preventivo.

Anche le prime piante madri prodotte in Italia, tra il 2014 e il 2015 non potevano di certo essere già al top; i tassi di sostituzione in garanzia in questo arco temporale, hanno superato in alcuni casi anche il 40%.  Nel 2018 invece il tasso di sostituzione delle piante in garanzia è sceso sotto il 5%, grazie ad un miglioramento della capacità di attecchimento ma anche grazie all’individuazione di migliori tecniche di piantumazione e di conduzione dei terreni.

Una cosa però si era capita fin da subito, il potenziale di resa economica di questo tipo di coltivazioni è enorme. Le cifre stimate nei business plan sono ben diverse dai valori a cui si è abituata l’agricoltura italiana delle filiere tradizionali. Il bambù italiano in vasetto ormai è in vendita da più di un anno, i quantitativi disponibili sono ancora minimi ma a breve saranno in produzione già parecchi dei 2 mila ettari messi a terra in Italia fino ad ora. Secondo il Consorzio Bambù Italia gli ettari necessari a soddisfare la richiesta di mercato europeo saranno tra 30 ed i 50 mila.

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2 pensieri riguardo “Il bambù come risorsa a livello mondiale

  1. Desidero avere ulteriori informazioni sulle colture già effettuate in Friuli Venezia Giulia o in Veneto…sono interessata a questa coltura ma ho ancora tanti punti di domanda e avrei piacere di verificare sulcampo l’esperienza e parlare con chi ha già fatto questa esperienza.
    Grazie
    Mery Di Chiara

    1. Buongiorno può contattarci telefonicamente da lunedì in poi al 3356502116, intanto le mandiamo qualche info via email

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