L’agricoltura, la chimica e il nuovo governo

L’opportunità di determinare una svolta nell’agricoltura italiana nelle mani di questo nuovo esecutivo, sul quale si stanno riversando molte aspettative di cambiamento.

L’uso di prodotti chimici sui campi è stato sempre più avallato dai governi degli ultimi anni, certamente tutelando questo tipo di industria ed alcune filiere, ma anche peggiorando la qualità del cibo prodotto sul nostro territorio, che nella sua storia di eccellenza invece dovrebbe rimanere tale.

Il risultato di queste concessioni si ripercuote anche sui terreni, che si stanno impoverendo sotto l’effetto di questo continuo doping.

agricoltura

Esiste una possibile politica legata al mondo dell’agricoltura diversa, che tuteli la strada della qualità e del benessere della vita, affrancandosi dalla competizione commerciale sul prodotto a basso prezzo e di scarsa qualità?

E se il VERO “Made in Italy” diventasse realmente sinonimo di “sano al 100%” ?

Se infine “noi siamo quello che mangiamo”; domandiamoci cosa succede quando continuiamo ad assumere cibo che contiene sostanze che di fatto sono “veleni”. L’Italia è il paese della qualità della vita e del ben-essere, siamo sicuri che ci convenga  abbassarci a battagliare sulla quantità, sul prezzo  e sui prodotti spazzatura.

Una domanda forse ce la dovremmo porre.

Se davvero una svolta verso il biologico – biodinamico è in atto, bisognerà procedere tutelando l’agricoltura e in particolare gli agricoltori, nella fase di cambiamento, perché loro sono una delle più grandi risorse che abbiamo per il rilancio di un Paese, conosciuto in tutto il mondo per la biodiversità del territorio e la qualità del proprio cibo.

E la qualità, alla fine, pagherà sempre.

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