Investire in agricoltura: cosa richiede il mercato alimentare?

Siamo l’Italia, patria del buon cibo, del buon vino, dei prodotti di eccellenza, della cultura, della biodiversità del territorio e della fantasia creativa. Investire in agricoltura italiana di qualità ha sempre un grande appeal, dovuto non solo alla nostra storia ed alla fertilità del nostro territorio, ma anche ad un regime di tassazione estremamente agevolato, aspetto da non trascurare in un paese che subisce, in linea generale, una pressione fiscale tra le più alte d’Europa.

LA CRISI

L’ agricoltura italiana sta attraversando tuttavia anni di grande crisi: i mercati legati alle colture tradizionali sono molto maturi, forse così maturi da risultare in qualche caso “deperiti”. I prodotti low cost a bassa qualità arrivano copiosi nei nostri supermercati, gli agricoltori italiani legati ai seminativi ed alla frutta a volte si trovano ad aver lavorato gratis o addirittura in rimessa.

La parola “crisi” fortunatamente è anche sinonimo di “opportunità”.

Ciclicamente arrivano nuove occasioni di cambiamento: qualcuno sceglie di coglierle, altri restano attaccati al “tradizionale”. Tutto normale: il nuovo spaventa sempre e mette in discussione le certezze (che spesso non si rivelano tali) legate al continuare a fare ciò che si è sempre fatto. Il cambiamento richiede invece apertura al nuovo ed energia.

Con il bambù gigante, il cui ritiro della produzione viene già garantito in fase di impianto, si opera su due diversi mercati: quello alimentare con il germoglio e quello delle materie prime industriali con il legno delle canne che arrivano fino a 25 metri di altezza. Analizziamo in questo articolo soltanto la parte legata al mondo alimentare: il mercato richiede prodotti che abbiano principalmente queste tre caratteristiche:

  • cibo sano
  • cibo dall’alta capacità nutrizionale
  • cibo novità

Prima di investire in agricoltura, devo quindi domandarmi se il mercato assorbirà la mia produzione, verificando la corrispondenza con queste tre caratteristiche.

CIBO SANO

Il bambù gigante Onlymoso® non ha bisogno di alcun trattamento chimico perché la pianta possiede proprietà naturalmente antimicotiche ed antibatteriche. Nessun veleno quindi, né per chi lo coltiva e né per chi lo consumerà. Può essere quindi di fatto già biologico “di suo”, indipendentemente dalle certificazioni.

CIBO AD ALTA CAPACITA’ NUTRIZIONALE

A parte la storia sui panda giganti, quei bestioni che paiono cibarsi  esclusivamente di questa pianta, gli studi scientifici certificano che il bambù è uno degli alimenti del pianeta con i più elevati contenuti nutrizionali: proteine, amminoacidi, carboidrati, minerali, fibre, potassio, calcio, magnesio, zinco, cromo, rame, ferro e minori quantità di fosforo e selenio. Per giunta, tutto questo è condensato in un apporto calorico molto contenuto.

CIBO NOVITA’

Anche se il bamboo a livello mondiale, annualmente vale circa 40 miliardi di $ di fatturato, in Europa è praticamente sconosciuto, al di fuori dei ristoranti cinesi. Attraverso un lungo lavoro e con l’apporto di opportune campagne marketing, si sta diffondendo il consumo dei primi germogli di bambù italiano all’interno dei nostri menù, in un trend di mercato proiettato nei nutrimenti alternativi alla carne. Teniamo conto inoltre che il  “Made in Italy” con certificazioni, non verrà mai confrontato dal mercato europeo con il cibo di provenienza cinese. Investire in agricoltura è in Italia un trend in crescita, soprattutto tra i più giovani,  l’importante però è scegliere la produzione giusta.

Abbiamo dunque motivo di pensare che il mercato assorbirà volentieri il germoglio di bamboo italiano?

Chi desiderasse ricevere le informazioni necessarie alla creazione di un impianto di coltivazione di bambù gigante può cliccare qui

 

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