Per una volta copiamo noi dalla Cina

Come mai?

Qualche anno fa un imprenditore italiano si è posto qualche domanda: come mai girano ogni anno nel mondo milioni di tonnellate di bambù per un giro d’affari di decine di mld di dollari, e di questo in Europa non ce n’è traccia?

Come mai le statistiche dicono che 1 persona su 2 nel mondo almeno una volta al giorno utilizza qualcosa che proviene da questa pianta che a noi appare ancora quasi sconosciuta?

Potremmo vivere anche senza gli animali, ma senza il bambù sarebbe la morte (Confucio)

L’occidente e il petrolio

Il mondo occidentale qualche decennio fa, sposò il petrolio e la plastica. Vivo a Ferrara, città che un tempo era uno dei principali centri di produzione della canapa, con la quale si producevano moltissime cose. Poi un giorno la politica fece fuori la canapa e piazzò in città la “Montecatini” poi “Montedison”, pronta ad offrire rifugio ai lavoratori della canapa rimasti disoccupati. La scelta fu chiara.

Quello che ora noi vogliamo fare con le coltivazioni di bambù gigante è contribuire ad invertire questa tendenza.

Perché no?

Torniamo al nostro imprenditore, che passa qualche anno in Cina a studiarsi le coltivazioni e le filiere, concludendo che non esiste un motivo “tecnico” o “agronomico” che impedisca la coltivazione del bambù in Europa, semplicemente nessuno lo ha mai fatto. Abbiamo scovato progettipubblicazioniun trattato scritto agli inizi del 900 nei quali si riscontrano sempre le stesse conclusioni: il bambù può essere coltivato in clima temperato ed ha migliaia di utilizzi possibili da quello alimentare, alla carta, ai tessuti, i cosmetici. Per quanto riguarda il legname, questo possiede formidabili caratteristiche di resistenza al carico, è flessibile e, a differenza delle foreste arboree, produce tutti gli anni per un ciclo di vita di circa un secolo. Per quale motivo la cosa non dovrebbe funzionare?

bamboo

Tre anni e mezzo

E’ l’età delle coltivazioni di bambù Onlymoso® più vecchie avviate in Italia. La scorsa primavera sono arrivati i primi germogli che il consorzio ha ritirato a 2 euro/kg, ma per andare in piena produzione si arriva tra il quarto e quinto anno. Dei 30.000 ettari minimi previsti siamo arrivati a circa 2.000, siamo ancora nell’epoca dei pionieri, quelli che si innamorano della “cosa nuova” che tanto spaventa ma che, come in tutti i nuovi mercati, saranno anche coloro che massimizzeranno i profitti.

Sei sempre tu a decidere a cosa dedicare la tua energia

Ogni uomo con le sue scelte dà il suo contributo al cambiamento della vita e della società, piuttosto che al mantenimento dello status quo.

Chi investe in oro, petrolio, banche, prodotti finanziari e cemento continua a dare energia a queste cose e a questo tipo di economia. Ma si può anche scegliere qualcosa di diverso, qualcosa che, oltre a portare un mondo spremuto come un limone in una direzione sostenibile, permetterà anche profitti commisurati alla crescita esponenziale che avranno nei prossimi anni i mercati dell’alimentazione vegetariana e dei materiali ecosostenibili.

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4 pensieri riguardo “Per una volta copiamo noi dalla Cina

  1. Salve, sono interessato all argomento. Dispongo già di una piccola coltivazione alle prime armi. Gradirei consigli da chi è esperto. Grazie.

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